

La protesta che sarà messa in atto, a partire da domenica 14 luglio p. v. da parte degli autotrasportatori siciliani è giusta e adeguata alla pesante situazione di difficoltà in atto a livello locale, resa ancor più grave dalle inadempienze del Governo centrale. Gli autotrasportatori siciliani attendono ormai da un anno che le intese sottoscritte siano rispettate. Nessuno degli interventi promessi tuttavia si sono realizzati e le inadempienze sulle leggi esistenti continuano a permanere, così come non è stata trovata soluzione alla questione dei collegamenti con il resto del continente che finisce per mettere ancor più fuori mercato l’intera economia siciliana. A tale esplosiva situazione si aggiunge la richiesta del Governo di procedere al recupero del bonus fiscale, operazione totalmente respinta anche da parte degli operatori siciliani, impossibilitati di fronte ad una condizione insostenibile a far fronte ad altri oneri aggiuntivi, determinati dal recupero forzoso del bonus fiscale, dal mancato allineamento dei costi sostenuti dalle imprese italiane a quelli in atto a livello europeo e dall’introduzione di norme improntate sui principi, per le imprese di autotrasporto inaccettabili, di una liberalizzazione selvaggia. L’azione in atto da parte degli operatori siciliani, pienamente condivisa, deve essere considerata, pertanto, come un campanello di allarme dimostrativo dello stato di tensione esistente nel settore e non può che riscontrare la condivisione di tutte le associazioni che hanno già proclamato fermo nazionale dei servizi di trasporto in tutto il Paese, a far data dal prossimo 16 settembre, anche perché inquadra una situazione locale nell’ambito più ampio del contenzioso in atto con il Governo a livello nazionale. FITA/CNA CUNA Ancst Lega Coop Federlavoro/Confcooperative Ancosel AGCI