

Si sono avviati gli incontri per il rinnovo, della parte economica, del contratto di lavoro per i dipendenti delle imprese di autotrasporto. La trattativa non appare facile e viene a cadere in un momento particolarmente pesante, soprattutto per le difficoltà che si incontrano nel settore. Il momento congiunturale critico e la precarietà strutturale delle imprese, si assomma ai maggiori costi innescati dalle decisioni, assunte a livello europeo, che impongono il recupero del bonus fiscale e costringono il Governo a mantenere il prezzo del gasolio a livelli più elevati, rispetto alla media europea. I dati economici evidenziano sempre più infatti un comparto in grave crisi sul quale pesano le mancate scelte dei governi del passato che non hanno saputo affrontare in modo sistemico i nodi esistenti nè avviare il risanamento indispensabile a mettere sullo stesso piano gli operatori nazionali con quelli europei. Da qui l’annuncio che le federazioni di Conftrasporto hanno fatto al tavolo delle trattative per mettere sull’avviso i rappresentanti dei lavoratori che, senza la soluzione dei problemi aperti con il Governo, il rinnovo dovrà essere rinviato per l’impossibilità oggettiva delle imprese di incrementare i costi del personale. La reazione del sindacato è stata inizialmente negativa, ma alla fine le parti hanno deciso di avviare il confronto, su alcuni punti ancora da definire, anche se il problema di fondo è, per ora, solo rinviato e rimane strettamente legato alla situazione di difficoltà delle imprese. L’autotrasporto, è noto, ha raggiunto, nel mese di settembre, un accordo con il Governo che prevede da un lato una serie di interventi sia sul versante dei costi che su quello degli investimenti innovativi e dall’altro, con la soluzione di tali punti, la possibilità di avviare la fase di restituzione del bonus fiscale. Come più volte evidenziato le imprese italiane non sono in condizioni di sopportare, oltre alle conseguenze derivanti dagli accertati costi per l’attraversamento dei valichi alpini, anche quello della restituzione del bonus fiscale, peraltro non usufruito in quanto destinato alla riduzione delle tariffe di trasporto che la committenza doveva corrispondere.Da qui la necessità che, prima di procedere all’avvio della restituzione del bonus, reso inevitabile dalla sentenza della Corte di Giustizia europea, si determini sia l’allineamento ai costi europei che la copertura dei danni subiti, oltre a quelli in atto, creata dalle difficoltà per l’attraversamento delle Alpi. In tale situazione immaginare che le imprese siano in condizioni di sopportare incrementi ulteriori per il costo del lavoro è pura utopia. Conftrasporto non può che augurarsi, quindi, che ognuno faccia la propria parte per rispettare le intese sottoscritte evitando così le tensioni, che si innescherebbero, da parte dei lavoratori, nel caso di mancato rinnovo del contratto di settore, si assommino alle iniziative che le associazioni delle imprese sarebbero inevitabilmente costrette ad assumere se la finanziaria non prevedesse le risorse concordate.