

Ha avuto successo l’iniziativa che il ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi ha assunto nei confronti del provvedimento annunciato dal Governo francese che, dal 31 gennaio, avrebbe impedito ai mezzi pesanti di percorrere il Monginevro e il Larche, due strade di collegamento con il territorio francese. Nel comunicato, diffuso al termine dell’incontro italo francese, si può leggere che la decisione viene sospesa e rinviata al 4 luglio. Nel frattempo una apposita commissione italo francese avvierà una fase di monitoraggio della situazione sui percorsi suddetti. Un incontro positivo quello dal nostro ministro, soprattutto se si tiene conto anche del risultato raggiunto sulla riapertura, nei due sensi di marcia, del tunnel del Bianco al traffico pesante a partire dal primo marzo. Certamente il sostegno dello presidente Berlusconi alla rigida posizione, nei confronti del Governo francese, propugnata dai titolari dei nostri dicasteri dei trasporti e delle politiche comunitarie, ha contribuito a rendere più forte nella trattativa il ministro Lunardi ma ciò che conta è il risultato finale, indubbiamente positivo per l’economia nazionale tutta. L’intesa prevede inoltre la soppressione del pedaggio aggiuntivo applicato ai veicoli frigoriferi, considerati ingiustamente trasporti eccezionali, da una decisione della società che gestisce il traforo. Purtroppo le conclusioni dell’incontro non hanno registrato il consenso di tutti ma si è dovuta registrare una presa di posizione da parte sia del movimento ambientalista che del presidente della giunta regionale della Valle d’Aosta. More solito i nostri ambientalisti di facciata, anziché affrontare la questione in modo scientifico (ricordiamo che esistono dati che dimostrerebbero che durante l’interruzione del traffico, per effetto della tragedia, i livelli di inquinamento non abbiano subito modificazioni sostanziali dei valori delle emissioni) si sono lanciati in una campagna demagogo-populista, tanto gradita soprattutto ai possessori di ville principesche che si ritrovano per lo più sul versante francese. Due aspetti, tuttavia, suscitano in noi perplessità. Il primo è relativo alla richiesta, avanzata dal presidente della regione, di esentare dal divieto gli autobus, anche se dotati di motori euro 0, cioè i più inquinanti; il secondo: il silenzio assordante degli ambientalisti su tale illogica richiesta. E’ pur sempre possibile che questi difensori dell’ambiente tentino, senza riuscirvi, di dimostrare che le emissioni inquinanti degli autobus siano meno nocive di quelli emesse con i veicoli commerciali, per i quali invece è vietato il transito nel tunnel ai veicoli equipaggiati con motore euro 0. La richiesta, quanto meno singolare, andrebbe comunque spiegata all’opinione pubblica. Se le ragioni delle proteste fossero invece legate a timori sulla sicurezza, ricordiamo che in tutte le conferenze tenutesi il nuovo tunnel è stato definito, anche dagli amministratori locali, la galleria più sicura del mondo. Non si comprende allora dove sia il problema; o, forse lo si comprende troppo bene.