

La soluzione ipotizzata nel consiglio dei ministri europei, riuniti nell’Ecofin, sulla deroga per l’autotrasporto italiano ha lasciato gli operatori di Conftrasporto sostanzialmente soddisfatti. Il commento diffuso dal presidente Francesco Colucci, nel riconoscere il merito dell’azione che il ministro Giulio Tremonti ha saputo portare avanti nella sede europea, ha messo a fuoco anche alcune altre questioni da qualche tempo divenute il leit motiv della politica dei trasporti, portata avanti dalle associazioni di categoria perché giudicate di rilevante importanza per le imprese del settore. La prima questione riguarda l’entità della riduzione che, nell’anno 2003, avrebbe dovuto aggirarsi intorno alle 100 lire al litro e mantenersi, nel successivo anno, orientativamente sui medesimi livelli. Il tutto risultava chiaramente subordinato al preventivo parere favorevole da parte dei competenti organismi comunitari. Quanto apparso su diversi organi di stampa lascia chiaramente intendere che, non solo il parere positivo sarebbe stato raggiunto ma, per l’anno 2003, la quantità ipotizzata risponderebbe, migliorandole, alle aspettative degli operatori del settore e per gli anni successivi, considerando la media dei due anni, l’entità della riduzione risulterebbe essere in linea con il contenuto nel protocollo di intesa, sottoscritto dalla quasi totalità delle associazioni il 5 settembre u.s. Il secondo aspetto è connesso alla nota a verbale con la quale si impegna la commissione U.E. a riesaminare la questione dell’istituzione del gasolio professionale, al fine di raggiungere un obiettivo destinato a realizzare migliori condizioni di equilibrio sul prezzo tra i paesi europei. L’elemento più significativo tuttavia è quello che non appare evidenziato ma che da solo qualifica tutta la politica del Governo che, con i fatti ha dimostrato di perseguire gli impegni assunti, e che è stata la chiave vincente per rimuovere posizioni ostili a concedere la deroga richiesta per le imprese di autotrasporto. La tesi della distorsione della concorrenza, determinata dai maggiori costi sopportati dall’economia italiana per l’attraversamento delle Alpi, è stato infatti l’elemento vincente, sostenuto abilmente dal ministro dell’economia Giulio Tremonti, che ha indotto i paesi più riottosi a comprendere le incontestabili ragioni italiane. La centralità del danno, determinato dall’attraversamento delle Alpi, ha ottenuto quindi il riconoscimento adeguato ed indubbiamente ha dato ragione al Governo e a quelle associazioni dell’autotrasporto che ne hanno fatto uno dei punti qualificanti dell’intesa sottoscritta. Non v’è dubbio che il mutato atteggiamento degli uomini di Governo, guidati dal Presidente del Consiglio Berlusconi, che hanno saputo, con comprovate ragioni, mettere nella giusta luce lo stato evidente di distorsione della concorrenza stia cominciando a dare i primi risultati positivi, così smentendo anche coloro che forniscono informazioni distorte agli operatori del settore. Gli stessi riconoscimenti al ministro dell’Economia segnano inoltre chiaramente la fine di una fase di incomprensioni, registrata nel passato, ed anche questo è un segnale incoraggiante che ampiamente giustifica la soddisfazione dei vertici di Conftrasporto.