

…e le bugie a mezzo stampa. Sempre pi? indispensabile l’azione da parte di tutti per portare avanti gli interessi delle imprese che rischiano di trovarsi in un settore senza regole.
Le associazioni dell’autotrasporto Cuna, ( Fai, Unitai, Fiap), Fita, Lega Ancs, Federlavoro Confcooperative, Ancosel Agci, hanno deciso di proclamare, a partire dal prossimo 16 settembre, il fermo nazionale dei servizi di trasporto. A causare la grave decisione le deludenti risposte da parte del Governo relativamente: alle questioni dei costi e della competitivit? ; al recupero del bonus fiscale, per il quale non solo non sono state fornite certezze ma addirittura si ? capovolto l’orientamento che prevedeva prima la messa a disposizione delle risorse e poi la restituzione del dovuto; sui processi di liberalizzazione che deve essere controllata e non selvaggia.
Le associazioni suddette nel corso di una apposita riunione, alla quale ha deciso di non partecipare la Confartigianato, hanno valutato necessario il ricorso al fermo per realizzare un sistema fondato non sull’ipotetico ma sulle certezze. Il Governo, a distanza di mesi, senza alcun provvedimento esecutivo si ? limitato ad assicurare, solo a parole, l’impegno ad affrontare problemi che dovevano gi? essere risolti. Le affermazioni riportate nell’articolo sul 24 Ore di gioved? 11 luglio occorre inquadrarle, dunque, nel campo delle ipotesi, e non nell’ambito delle certezze e n?, tanto meno, in quello delle intese scritte, tant’? che pudicamente lo stesso giornale confindustriale, che per? gioca sull’effetto titolo, parla di ?promesse? che, come tutti sanno, sono solamente espressioni verbali.
Non tutte le associazioni hanno assunto una posizione critica nei confronti dell’operato del Governo.
L’Anita e la Confartigianato hanno condiviso le promesse ed hanno espresso condivisione su quanto si ? venuto a delineare.
Non stupisce certamente l’atteggiamento dell’Anita. Sorprende invece la valutazione positiva espressa dalla Confartigianato che, rinnegando il documento unitario sottoscritto, ha trovato positive le ?parole? pronunciate dai rappresentanti del Governo. In sintesi:
Sul bonus fiscale, il Governo ha preannunciato, a voce, l’allungamento dei tempi di pagamento ma nessun documento scritto ? stato fornito; le cifre da assoggettare al rimborso, non sono state espresse ma sono stati delineati solo i meccanismi applicativi e le quantit? complessive da restituire, senza che alcun documento ufficiale fornisse certezze alle imprese; per quanto riguarda infine il meccanismo compensativo si ? sostenuto l’obbligo, per le imprese, di dover anticipare prima quanto dovuto per il bonus e solo successivamente ottenere, con il meccanismo delle trasferte e delle spese non documentabili, il rimborso di quanto versato. Esattamente il contrario degli impegni assunti con la categoria!
Il Cuna, ricordiamolo, con il documento unitario sottoscritto, si era impegnato invece ad ottenere:
a)l’emanazione dei provvedimenti immediatamente esecutivi, per dare attuazione all’intesa del 6 novembre 2001;
b) a definire un nuovo percorso sulla liberalizzazione per l’accesso e per le tariffe;
c) ad ottenere i costi europei;
d) a non far pesare sulle imprese il recupero del bonus.
La mancanza di quanto richiesto avrebbe dovuto portare alla proclamazione del fermo.
Non riscontrando alcuna di quelle condizioni la maggioranza delle associazioni aderenti al Cuna, nel rispetto delle intese sottoscritte proprio dal presidente del Cuna stesso assente peraltro alla riunione, ha dunque coerentemente deciso di proclamare il fermo dei servizi, non trovando soddisfazione rispetto alle richieste avanzate.
Tale decisione ha trovato il dissenso della Confartigianato che dovr? ora giustificare ai propri aderenti, non certo alle imprese aderenti alle federazioni del Cuna, il proprio mutamento di linea. Coloro che sono usciti dagli impegni concordati non sono certamente state la Fai, l’Unitai e la Fiap ma proprio la Confartigianato, che sembra ora scegliere la strada di sollevare presunte violazioni ai principi dello statuto, dimenticando che quando si riceve un mandato non ci si pu? comportare come si vuole, anzich? cercare di confrontarsi con uno scambio franco sulle reciproche opinioni.
Su tale argomenti non torneremo pi?, anche per evitare di concentrare l’attenzione degli operatori del settore su episodi che probabilmente con l’autotrasporto hanno poco a che vedere. Gli imprenditori del settore giudicheranno come sempre sui fatti. Quelli della Fai non hanno certo dimenticato chi fu la persona che ammise di essersi sbagliato su talune scelte effettuate nel passato che procurarono danni agli autotrasportatori. Un errore pu? per? essere perdonato una volta e basta.
Ci? che ora diviene indispensabile ? l’azione da parte di tutti per portare avanti gli interessi delle imprese che rischiano di trovarsi in un settore senza regole, e quindi selvaggio; con costi insostenibili e quindi senza la competitivit? necessaria per reggere la concorrenza europea; con regole comportamentali (patente a punti e altre norme) che ostacolano e penalizzano le attivit? delle imprese; e costrette, infine, a restituire quel bonus fiscale, che proprio chi oggi trova soddisfacenti le proposte del Governo, che ne impongono la restituzione senza alcuna compensazione preventiva, negli anni passati garantiva agli operatori del settore la certezza della non restituzione.
Siamo ovviamente disponibili ad accettare il confronto con tutti e speriamo che vi sia una rapida revisione e presa di assunzione di consapevolezza da parte di chi, forse un po’ frettolosamente ha espresso un parere positivo. Respingiamo per? ogni accusa di aver voluto incrinare un rapporto unitario che, fino ad oggi, ha portato positivit? agli operatori del settore. I fatti testimoniano il contrario!
Questo ovviamente non dovr? trasformarsi in un elemento di polemiche ma un elemento per ricostruire le verit? nel corso del confronto che inevitabilmente dovr? aprirsi nella categoria.
Fonte:
Redattore: Il Segretatario Generale Conftrasporto – Paolo Ugg?