

Un edificio necessita delle fondamenta per poter essere costruito. Posso dire che il decreto “Cura Italia”, emanato dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale rappresenta le fondamenta di una costruzione che richiederà ancora tanto lavoro nelle prossime settimane che porteremo avanti con l’impegno di tutti.
Innanzitutto credo che un riconoscimento doveroso debba essere rivolto a Paola De Micheli, ministro dei trasporti che, immagino non senza poche difficoltà, è riuscita a far inserire nel testo del provvedimento il settore trasporti tra i settori destinatari degli interventi. Non sarà sfuggito a nessuno che tutte le bozze che via via venivano fatte circolare non vedevano la presenza dei trasporti, se non in modo marginale. Se poi il ministro dell’Economia si è sentito in dovere di specificare che il trasporto merci era inserito significa che la decisione doveva essere evidenziata.
Immagino, per diretta esperienza, gli ostacoli che ha dovuto superare. Quando successe a me le criticità non erano certo paragonabili a quelli di questi tempi. Quindi Grazie di cuore. Questo non è una “captatio benevolentiae", ma un riconoscimento oggettivo.
Desidero ancora rinnovare un ringraziamento a tutte le camioniste e camionisti che con il loro impegno e sacrificio consentono al Paese di non chiudere i battenti, anche se degli irresponsabili fanno, operando in senso opposto per il solo tentativo di apparire. Voler tutelare i lavoratori è doveroso ed insieme si deve operare per garantirlo. Organizzare blocchi con gruppi di persone davanti alle imprese, oltre che violare le norme oggi in atto per la sicurezza sanitaria, è un’azione che non aiuta. La scelta politica di tener aperte, su richiesta del mondo che produce, le imprese produttrici è stata decisa dal Governo nell’interesse di tutti. Le azioni strumentali, senza considerare che governo e parti sociali stanno lavorando per favorire condizioni di sempre maggior sicurezza per tutti, nuocciono alle imprese ma in particolar modo agli stessi lavoratori. Sulla salute delle persone non è corretto misurare il grado della rappresentanza. Le linee guida definite tra governo e parti sociali rappresentative individuano i confini dei comportamenti. Nessuno sostiene che sia impossibile apportare correttivi o miglioramenti ma è il raziocinio ed il senso di responsabilità che devono prevalere. Una risposta viene proprio dalla maggior parte della categoria che non sempre e da tutti riceve trattamenti adeguati. (Ancora si registrano divieti sull’accesso ai servizi igienici dedicati e non tutti i punti di ristoro risultano funzionanti). Nonostante questo, i rischi, i tempi dilatati per controlli e divieti la categoria opera per consentire, fino a che è possibile, ai prodotti italiani di essere consegnati. Certamente risultano decisioni da parte di committenze, anche estere, di chiusura degli stabilimenti. Se questo incrementerà va da sé che i trasporti non indispensabili si fermeranno.
Intanto siamo già impegnati sulle prossime misure e continueremo a farlo perchè lo dobbiamo alla nostra gente che continua a viaggiare per non fermare l’Italia.
Paolo Uggè