

Settimana dopo il periodo pasquale che ha fatto registrare attività che se pur ridotte, ha introdotto questioni che avranno una sicura ripercussione sulle scelte nelle prossime settimane.
Nel dettaglio
Governo, politica dei trasporti e categoria
Nessun passo in avanti, dopo la sottoscrizione importante da parte del Presidente del Consiglio e ministro dell’Economia, del decreto sulle sanzioni per il mancato rispetto delle norme sul rispetto dell’articolo 83 bis.
Intanto continuiamo a registrare prese di posizione che ulteriormente dimostrano quanto erano poco approfondite le valutazioni negative sulle disposizioni che hanno introdotto i costi incomprimibili della sicurezza. Le ultime conferme sulla loro applicabilità viene anche da comunicazioni da parte di imprese committenti, anche importanti, che riservandosi di recuperare dai corrispettivi, riconosciuti per i servizi di trasporto, le eventuali differenze in più, qualora il TAR del Lazio dovesse esprimersi in senso favorevole alle tesi sostenute dalla committenza, contraria all’applicazione dei costi della sicurezza, implicitamente ne riconoscono l’efficacia. (ricordiamo che il Tar si pronuncerà sulla legittimità delle delibere assunte dall’Osservatorio e non sulla validità delle norme di legge).
Queste lettere dimostrano che senza i costi della sicurezza ai vettori verrebbero corrisposti dei prezzi impossibili a rispettarsi se si opera nell’ambito delle leggi vigenti sulla sicurezza sociale e della circolazione. È dunque il sistema che induce i committenti a riconoscerne l’applicazione, anche perché la magistratura senza indugi ne riconosce la validità e l’interesse per la collettività.
Un altro episodio, ripreso dagli organi di stampa, attesta quanto sia indispensabile che il Governo dia rapida attuazione ad una seria politica dei controlli, dopo la sottoscrizione da parte del ministro di Grazia e Giustizia, del decreto apposito.
Il caso Sda Courrier e La funzione dei controlli
Una denuncia da parte del sindacato dei lavoratori nei confronti della Sda Courrier ha generato un intervento da parte degli agenti preposti ai controlli. Da quanto riportano alcuni giornali sarebbero state trovate posizioni irregolari di lavoratori (non in regola, etc) e questo genera approfondimenti anche su altre attività per verificare anche gli aspetti fiscali (evasioni iva o altro).
Ricordo che alcuni mesi or sono avevo commentato “ironicamente” ed in senso negativo la risposta che il ministro Vito aveva dato in Parlamento su una interrogazione relativa alla medesima impresa. L’atto ispettivo evidenziava come il comportamento della stessa ricadesse nel dunping. La società praticava prezzi impossibili a sostenersi dai concorrenti grazie al fatto che la Sda Courrier riceveva risorse dalle Poste per ragioni di bilancio. (scuserete le imprecisioni dei termini utilizzati ma è per farne comprendere il senso). Ora si aggiungerebbero aspetti ancor più gravi.
Ricordo inoltre che su intervento della Fai di Torino, in appoggio ad una impresa aderente che operava con la medesima società, il Tribunale di Roma ha disposto un decreto ingiuntivo con il quale si stabilisce nella somma di 350 mila euro circa, l’indennizzo per l’impresa di trasporto, causa il mancato rispetto dei costi della sicurezza.
C’è da augurarsi che il concetto di sicurezza piuttosto timido dell’Antitrust e della committenza non sia in linea con questi comportamenti in quanto ci sarebbe di che preoccuparsi. La vicenda, dunque, dei controlli nell’interesse dei cittadini e degli operatori onesti non può essere a lungo rimandata.
Occorre una politica dei trasporti coordinata
In settimana la Camera ha approvato un ddl sugli interporti e sulle piattaforme logistiche sul quale Conftrasporto era intervenuta con proposte emendative. I contenuti del provvedimento non possono che essere condivisi ma presentano una evidente discrasia. Escludono il piano dei trasporti e della logistica come documento di riferimento e riducono il ruolo della Consulta. Il testo iniziale infatti prevedeva che “in attuazione del Piano della logistica, la Consulta dovesse elaborare il Piano della intermodalità”. Oggi tale compito è assegnato al ministero ed alla Consulta viene assegnata solo la possibilità di esprimere un parere. Non ci pare il modo più razionale e utile al Paese per determinare un “sistema di trasporti”.
Il trasporto e la logistica sono essenziali per dare maggior competitività ad un sistema produttivo; per questo debbono far parte di un sistema ed essere coerenti con le indicazioni che sono contenute in un Piano, approvato nel 2006 dal Cipe, ed oggi aggiornato. Noi siamo fermamente convinti di questa impostazione e interverremo per introdurre questo concetto basilare.
E’ singolare che l’approvazione avvenga dopo che una importante impresa estera (Ikea) ha proprio annunciato in questi giorni la decisione di trasferire in Italia il sistema produttivo, oggi situato nel Medio Oriente, e di far diventare l’Italia il centro dal quale gestire tutta la logistica del gruppo. Questo testimonia quanto siamo nel giusto quando evidenziamo l’importanza per la competitività di un sistema produttivo della funzione logistica. Per realizzarla adeguatamente sono indispensabili: certezza delle regole; infrastrutture adeguate; flessibilità nel mercato del lavoro; funzionalità dei porti; permeabilità dell’arco alpino e un sistema a rete.
Dimostrando di non tener in adeguata considerazione queste ineccepibili ragioni, si approva un ddl che elimina l’indispensabile funzione di coordinamento, che era stata voluta proprio dai governi di centro destra precedenti.
Ma altre preoccupazioni si aggiungono ed è che sempre in questi giorni, da parte di parlamentari, che condividono “a prescindere” l’ideologia ambientalista ma che hanno dovuto subire una secca sconfitta sulla ratifica del protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi, (il Parlamento ha ratificato la Convenzione ma ha escluso il protocollo sui trasporti che come tutti rammenteranno ha visto Conftrasporto particolarmente impegnata per evitare l’errore della ratifica) è stato presentato al Senato un ddl che, senza tener conto di quanto appena approvato dalle Camere, torna a prevedere la sottoscrizione del protocollo trasporti. (Sono pronto a scommettere che il testo troverà in tempi brevi la condivisione soprattutto perché quelli che parlano di logistica eviteranno di assumere delle iniziative per impedirlo. Noi comunque insisteremo nell’opporci).
Due aspetti preoccupanti ed in netta contrapposizione con quanto sarebbe necessario al Paese. Basti pensare a quanto si dovrà fare per potenziare la nostra rete di collegamenti se vorremo intercettare ulteriori e possibili decisioni che riportino sistemi produttivi nel nostro Paese. Ma la questione mobilità sarà determinante. Speriamo che l’Esecutivo tecnico non faccia perdere delle opportunità, solo per spirito fideistico-comunitario. In gioco c’è l’interesse del nostro Paese.
Attività federative
Si sono tenute alcune riunione tecniche all’Albo sui porti, sulle riduzioni compensate e sugli aspetti legati alla formazione; si è tenuta la presidenza confederale che ha affrontato anche i temi legati alle recenti decisioni del Governo sul mercato del lavoro; sono proseguiti i lavori di preparazione per la presentazione del manifesto sui trasporti della confederazione, prevista per il giorno 16 maggio p.v.
Ci risulta, infine, che Domenica sera la trasmissione Report tornerà ad affrontare la questione legata al Sistri.
Alla prossima.
Paolo Uggè