

Le news settimanali
SITUAZIONE GENERALE
Settimana importante per la conclusione della vicenda Ilva e per il pronunciamento del Tar del Lazio sul ricorso, avverso alle delibere assunte dall’Osservatorio della Consulta sui costi minimi, sulla compatibilità dei quali si era pronunciata a settembre anche la Corte di giustizia europea.
L’accordo raggiunto con i commissari straordinari è pubblicato sulla parte riservata del nostro sito così come la sentenza del Tar, per noi interessante, ed i relativi commenti.
L’attività della federazione si è sviluppata anche a livello europeo dove una nostra delegazione, guidata dal vicepresidente delegato Bruno Graglia e dal segretario generale Pasquale Russo ha nuovamente incontrato, presso gli uffici della confederazione a Bruxelles, la federazione dei trasportatori francesi per proseguire nell’iniziativa, già delineata, tendente a trovare soluzioni idonee al fenomeno del personale “in affitto” ed alla questione del cabotaggio. Insieme hanno poi potuto approfondire con il gabinetto del Commissario degli affari sociali e dei trasporti alcune ipotesi sulle normative in vigore.
Altro aspetto che la federazione sta continuando a seguire è quello del Sistri che ha previsto lo spostamento delle sanzioni per chi non aderirà al sistema dal 1 aprile. Sarà una nuova battaglia che vedrà impegnata la federazione nei prossimi mesi. Già in settimana abbiamo iniziato sia sul blog del Tgcom, che sul sito Confcommercio ad affrontare con un articolo la questione. Verrà pubblicata anche una pagina su il Giornale venerdì 6 marzo.
LA VERTENZA ILVA
Si è raggiunta l’intesa che porterà alla ripresa dell’attività di trasporto già dalla giornata di oggi. Voglio ancora una volta evidenziare il grande impegno che il vice presidente vicario Gianni Satini ha profuso nel seguire l’intera vertenza, anche quando altri non se ne occupavano, e ringraziarlo.
I risultati raggiunti sono certamente da ascriversi all’azione degli operatori ma non considerare come il lavoro di coordinamento e di supporto delle federazioni sia stato decisivo sarebbe solo frutto di una valutazione ingenerosa e poco aderente alla realtà.
Qualcuno sembrava non ben comprendere l’importanza della pre deducibilità dei crediti maturati. Non è stato facile ottenerla anche perché se questa procedura fosse stata riservata a pochi creditori, come prevedeva all’inizio il decreto Ilva, la certezza di vedersi riconosciuto un ammontare più elevato del credito era evidente. Senza l’azione delle federazioni che sono riuscite a coinvolgere il ministro Lupi, (che non ha un passato come esponente di una importante confederazione), non si sarebbe riusciti ad imprimere la svolta decisiva per una evoluzione positiva. Ma non è solo quello il risultato ottenuto. Chi ha seguito l’evolversi della vertenza ha potuto anche rendersi conto della rilevanza delle altre misure ottenute.
Anche l’intesa con i commissari Ilva infatti è stata positiva, viste come si erano messe le questioni. Nel rispetto delle procedure e delle competenze si sono potuti ottenere risultati di natura economica di un certo rilievo.
Desidero evidenziare, in particolare, la soluzione sulla pre deducibilità che riveste una importanza significativa in quanto può essere ripresa in futuro (speriamo non sia necessario) per altri casi simili. Aver inserito nella nota tecnica il riconoscimento della funzione essenziale dell’attività di trasporto per il raggiungimento degli obiettivi della filiera produttiva, non è cosa da poco. Aggiungo che la nota tecnica è stata “bollinata dalla ragioneria dello Stato e il riconoscimento per le imprese di autotrasporto risulta anche presente in un ordine del giorno accettato dal Governo.
La decisione degli operatori delle diverse basi territoriali si è allineata a quella delle federazioni più responsabili che hanno sottoscritto l’intesa, dando una valutazione positiva alla conclusione. Sono stati dunque, gli operatori ad assumere la decisione definitiva isolando chi voleva assumere delle posizioni estreme che si sarebbero ripercosse su molte persone. Per essere chiaro il rischio era che saltasse tutto e le federazioni non avrebbero avuto ulteriori spazi per intervenire, pur non venendo mai meno al dovere di tutela degli operatori.
Una piccola considerazione desidero aggiungere per coloro che volessero seguire chi alimenta solo il malcontento. Senza l’incontro con il Ministro Lupi, del quale qualcuno, forse perché non invitato, aveva dichiarato l’inutilità dicendo altresì di accettare solo le convocazioni da parte del Ministro dello Sviluppo economico, non saremmo arrivati al risultato ottenuto. Sto facendo riferimento ad una federazione che avendo perso i riferimenti con la categoria (anche nella vicenda Ilva è stata inesistente) ora sta provando a collegarsi ad una forza politica.
Non sappiamo quanto gradimento troverà negli operatori questa iniziativa (solitamente i nostri o sono gelosi della propria autonomia) messa in campo da un soggetto alla ricerca disperata di trovare spazio. Siamo certi che anche in quella forza politica, portatrice del malcontento di molti cittadini, si renderanno conto in fretta con chi hanno a che fare.
LA SENTENZA DEL TAR DEL LAZIO SUI COSTI MINIMI
Intendiamo approfondire la notizia della sentenza del Tar evidenziando un elemento che riveste una particolare importanza per l’autotrasporto.
“I costi minimi decisi dal Ministero non rientrano nella decisione assunta che riguarda solo le delibere assunte dall’Osservatorio”.
In pratica significa, anche se la decisione spetta sempre al giudice, che fino al 31/ 12/ 2014, i costi pubblicati dal Ministero restano in vigore e continuano ad essere assunti a riferimento in eventuali cause.
Purtroppo si è determinata una duplice interpretazione. La prima assume a riferimento la sentenza (il Tar sulla stessa materia si è espresso con più pronunciamenti derivanti dalle molte impugnazioni) sul ricorso avanzato dall’Autorità della concorrenza. Questa non ha chiesto al Tar di pronunciarsi sulla validità dei costi determinati dal Ministero. Diverso invece il pronunciamento sui cosiddetti “motivi aggiunti” presentati tardivamente dalla committenza, prima ricorrente la Confindustria, che ha chiesto fossero annullati anche i costi pubblicati dal Ministero.
Il Tar ha chiarito che i costi definiti dalla parte pubblica non hanno nulla a che fare con le delibere prese dall’Osservatorio pertanto lo stesso si è limitato a riprendere le ragioni sostenute dalla Corte di giustizia europea, evidenziando dunque la validità di quelli definiti dal Ministero. Una tesi questa che i nostri associati hanno più volte enunciata.
Sul nostro sito è pubblicata la sentenza ed il commento del legale della federazione che, per noi, è quello che conta.
Intanto il Ministero ha pubblicato sul proprio sito i dati, come previsto dalla normativa di legge sui quali nella prossima settimana compiremo una attenta valutazione.
SISTRI: IL MINISTRO GALLETTI INSISTE A VOLER FAR PAGARE L’ISCRIZIONE
Ci pare proprio una forzatura inutile e fuori luogo quella del Ministro Galletti che ha dichiarato in settimana che dal 1° aprile tutte le imprese dovranno essere iscritte al Sistri. Il Ministro sarà chiamato a spiegare per quali ragioni gli operatori del trasporto debbono pagare una quota, che a differenza di altre categorie oltre a quella fissa prevede anche una aggiunta per ogni automezzo, per un sistema che, come ha dichiarato lo stesso Ministro, “non funziona ed è inadeguato”. E’ normale un Paese nel quale si chiede il pagamento per una applicazione che non funziona? Perché far pagare agli operatori gli sbagli che il Ministero dell’Ambiente ha compiuto? “Si tratta solo di “Pasticcioni” o di altro? E il sostantivo “Pasticcioni sarà proprio il titolo della pagina che venerdì 6 marzo verrà pubblicata su il “Giornale”.
L’INCONTRO A BRUXELLES
La delegazione Fai/Conftrasporto ha potuto incontrare, grazie al prezioso lavoro di regìa degli uffici Confcommercio di Bruxelles, esponenti del gabinetto del commissario europeo con la delega degli affari sociali per affrontare la questione dell’utilizzo del personale somministrato e dei trasporti per approfondire le questioni inerenti al cabotaggio. L’incontro si è realizzato congiuntamente con i rappresentanti della federazione francese.
Alla prossima.
Paolo Uggè