

Ho ricevuto diverse richieste di spiegare le ragioni per le quali ho assunto una posizione così determinata sulla ricostituzione dell’Albo. Qualcuno mi ha anche domandato se fosse la ripresa di uno scontro, come nel passato, con una confederazione. Niente di più lontano dalla realtà. Semplicemente ritengo importante dare un senso alle tesi sempre sostenute, concernente la necessità di cercare, senza incorrere in forme di integralismo, una coerenza nell’esigenza di rispettare le regole.
Questa intenzione si rafforza in me ogni volta che constato quanto la ricerca del lucro o il disinteresse da parte di qualche soggetto, produce come risultato conseguenze dannose per coloro che sono più deboli. Per me la rappresentanza ha il compito di tutelare i più indifesi e i più deboli. Il tema della tutela reale, in sostanza, è uno degli elementi essenziali di un sistema democratico e della convivenza civile.
Chi tutela gli interessi di imprese deve saper inquadrare, in un contesto più generale, le aspettative di un settore. Non è un caso che negli organi di rappresentanza (le Camere di Commercio, il Cnel, gli Albi di categoria, etc) l’elemento essenziale è il possesso dei requisiti che gli organismi pubblici hanno il dovere di verificare, come previsto da leggi, attraverso le previste e necessarie indagini.
Volendo tornare al tema dell’Albo dell’autotrasporto, strettamente legato ad una attività particolarmente oggetto della attenzione dei media in questi giorni, ho ritenuto importante richiamare l’attenzione su tali concetti.
Discutere con i rappresentati del governo e dei lavoratori dei temi riguardanti temi economici o contratti di lavoro è necessario essere in possesso del requisito che non va concesso agli “amici della parrocchietta” ma a chi ne è in possesso.
Nell’autotrasporto le federazioni abilitate al confronto sono quelle depositarie degli elementi necessari per essere presenti nel Comitato centrale dell’Albo.
Un esempio per tutti ne conferma l’importanza. Il decreto legge 25/06/2008 all’articolo 83 bis comma 12 prevede che i tempi di pagamento dei corrispettivi di un servizio di trasporto, per legge indicato in 60 giorni, non può essere in alcun modo derogato se non previsto in accordi volontari di settore stipulati tra le organizzazioni rappresentative dei vettori (quelle presenti nell’Albo) e dei committenti. Ecco che essere tra i componenti dell’albo consente a quelle realtà, il potere di stipulare accordi volontari che regolamentano i rapporti tra due parti opposte. Non è un caso che la legge vieti la presenza delle associazioni che abbiano un potenziale conflitto di interessi. Non è difficile infatti, attraverso la presenza nell’Albo e per mezzo di cooperative fittizie, attuare comportamenti che consentono di poter sfruttare i più indifesi.
Nell’Albo si discutono anche norme che impattano sulla sicurezza dei veicoli e quindi si parla di un aspetto che riguarda la sicurezza generale. Queste considerazioni rendono più evidente l’importanza di un soggetto che impedisca queste forme. Questo è l’Albo. Il ricorso a cooperative irregolari e la stipula di contratti sono spesso alla base di comportamenti non rispettosi della sicurezza e favoriscono nel contempo irregolarità. Quanto può succedere sia per gli aspetti fiscali che contributivi e remunerativi, casi che proprio in questi giorni sono all’attenzione delle Autorità competenti. Si vuol favorire le irregolarità?
Credo che si converrà dunque sulla delicatezza della questione rappresentanza. Ecco il senso delle ripetute richieste di effettuare i previsti controlli. L’intervento del Presidente del Consiglio Draghi che ha sostenuto la necessità di “far luce” sul settore della logistica per far rispettare le leggi, trae spunto da alcuni tragici episodi. Accendiamo questa luce allora!
Questa vicenda non potrà che finire quando la magistratura e gli organismi competenti, ai quali senza alcuna remora farò pervenire elementi informativi, non avranno esaurito le loro verifiche, peraltro già avviate.
Fatti salvi errori formali, sempre possibili, se le omissioni riguardano fatti sostanziali chi ha omesso di dare attuazione a norme di legge ne risponderà. In gioco c’è proprio quel valore “indisponibile della sicurezza” che il nostro Presidente della Repubblica ha voluto rimarcare in un Suo recente alto richiamo.
Il rispetto delle regole è dunque fondamentale e, non solo come ogni cittadino ritengo doveroso doverlo richiamare, ma ancor più come rappresentante di una categoria che molto spesso vede operatori rispettosi delle regole pagare le conseguenze di coloro che, non applicando le normative, attuano comportamenti di concorrenza sleale.
In questa settimana si è tenuto un confronto tra la Fai di Brescia e l’associazione locale degli industriali. Il dibattito ha evidenziato come eticamente ci si debba comportare. Del resto il titolo era di per sé esaustivo. “IOPAGOIFORNITORI”. Un impegno etico, al quale sono stato invitato a partecipare, che ha affrontato il tema dei pagamenti ma ricomprendendo naturalmente il rispetto delle regole. Proprio le identiche ragioni che mi hanno indotto a sollevare un coperchio sul tema della rappresentanza inesistente.
26 giugno 2021