

Chi sperava che le cose sarebbero mutate deve purtroppo prendere atto che così non è. Ieri nelle comunicazioni avevo parlato del decreto che il Governo aveva discusso ed approvato con la formula del “salvo intese”. Il che significa che non erano d’accordo.
Ad oggi siamo ancora nella condizione di ieri e prima di rilasciare i primi commenti, conoscendo come i nostri “eroi” si comportano, attendiamo il testo pubblicato sulla Gazzetta ufficiale per commentarlo.
Già oggi comunque alcune importanti dichiarazioni sono state diffuse in relazione alle anticipazioni che sono state fatte con il “solito annuncio”. Sia chiaro soldi veri non ci sono! Qualcuno sostiene che le imprese riceveranno questi interventi economici tra diverso tempo, anche perché sono previsti passaggi in sede comunitaria. La botta più grande viene invece dal mondo bancario che sostiene come per lo svolgimento delle pratiche garantite al 90% dallo Stato ed al 10 da Sace, saranno necessari tempi più lunghi. In sostanza il rapporto sembra essere a tre: richiedente, banca, Stato. Fino a 25 mila euro scatta la garanzia del 100% da parte dello Stato oltre si deve integrare con l’intervento di SACE. Il tutto comunque richiederà una analisi bancaria.
Il primo dato che emerge è che la gente e le imprese non avranno, cosi come avviene in altri paesi in tempi brevi, le risorse accreditate sui loro conti correnti! Soprattutto non sono a fondo perduto ma solo un prestito. E’ chiaro questo?
Tutti i discorsi sulla liquidità vanno dunque a farsi benedire.
Anche i riconoscimenti forniti sull’utilità delle attività logistiche non stanno producendo granché. Ieri ho riferito sull’incontro avvenuto al Ministero dei trasporti e quali risposte abbiamo avuto su alcuni aspetti considerati importanti per gli operatori.
Eppure leggendo una tabella oggi pubblicata sul Corriere della Sera (fonte Centro studi Confcommercio) che mette in evidenza il calo delle attività emergono i seguenti dati. Al primo posto figurano gli alberghi e ristoranti -21,6% per un valore di 23.400 miliardi di euro; al secondo posto i trasporti con un calo del 12,7% pari a 16.529 mld. Un settore, il trasporto e logistica, che pesa molto e consente all’Italia di muoversi ed agli ospedali e farmacie, alla rete dei negozi aperti, ai centri di grande distribuzione ed alle imprese produttrici di poter operare.
E se questi si fermassero perché non più in grado di poter garantire i servizi? Speriamo così non sia ma voci sempre più insistenti dal settore lasciano filtrare queste ipotesi. Nessuno sembra però preoccuparsi più di tanto.
Ora inizierà, sempre che i dati proseguano in modo positivo, la cosiddetta fase due. Qui naturalmente si potrà vedere di tutto. Esperti e personaggi saliti alla ribalta per il Coronavirus cercheranno di difendere il ruolo di visibilità conquistato anche grazie a previsioni e dati spesso contrastanti tra loro; politici che vorranno difendere il loro elettorato e quindi proporranno soluzioni le più fantasiose possibili (per inciso abbiamo trovato il testo di un emendamento presentato, forse ritirato, che annullerebbe tutte le responsabilità imputabili ai ritardi, ordinanze, interpretazioni, abusi di potere e che si trasformerebbe, se approvato, in una sorta di scudo penale per eventuali errori non dolosi. Ma l’autotrasportatore che superava di due chilometri all’ora il limite di velocità per giungere a casa dopo una settimana di lavoro non è stato utilizzata neppure quella comprensione ragionevole. Ha pagato la “giusta” sanzione. E chi ha forse in modo molto elastico esercitato il potere con atti dei quali occorrerebbe valutare la legittimità o l’eccesso invece gli si costruisce lo scudo e li saniamo?
Ora che pare assodato che questi pasticcioni non ci toglieranno le pastoie di una burocrazia inetta se nel decreto per ottenere le poche risorse si dovrà passare sotto le forche caudine. E’ allora facile prevedere chi rischia di essere il nuovo socio di maggioranza di diverse aziende oggi in difficoltà. Lo ipotizza uno che se ne intende di queste cose come il Procuratore Grattieri. Pur di non chiudere quante saranno le imprese che ricorreranno ai prestiti di “privati” dove magari la malavita darà il via ad una giostra che rischia di non fermarsi più?
Attendiamo di leggere le misure e prepariamoci ad affrontare le conseguenze. Ma ricordiamoci di chi è la responsabilità di tutto questo. Chi ha prima sottovalutato e poi pompato questa tragedia.
In questo periodo abbiamo dato spazio ad un sistema dove media, talk show, opinionisti, esperti, virologi o politici/politicanti partecipano nelle trasmissioni e sfornano pareri, talvolta diversi tra loro. Questi signori ora hanno una ribalta. Non la lasceranno tanto volentieri e quindi ecco faranno resistenza. Ovviamente ci sarà anche qualcuno che dalla vendita dell’inevitabile vaccino, al quale molti dopo la paura faranno ricorso, avrà dei ritorni.
Meditate e non dimenticate perché non è un caso se ci troviamo con inetti che guidano il Paese.
Paolo Uggè