

Una luce sembra essere si accesa in questa fase buia, speriamo che continui, sulla diffusione del contagio del Coronavirus.
Intanto un gruppo di pezzenti che si dicono rappresentanti del popolo (tranne ConTrosckij mai votato da nessuno) si stanno lacerando sulle nomine di imprese pubbliche, mentre in Italia le imprese sono sul punto di fallire e la gente continua ad ignorare quale sarà il proprio futuro, questi litigano per i posti nei consigli di amministrazione. Che vergogna!
Politici da strapazzo che si lacerano e perdono tempo nel lanciarsi accuse reciprocamente ma ovviamente non si rendono conto che presto il popolo andrà a farli sloggiare. Stiano sicuri che i conti verranno in modo certo fatti.
So che posso sembrare noioso ma vi invito nuovamente a rendere visibili con ogni mezzo i dati che ho in modo evidente inserito nel “Punto, a modo mio”, di due giorni fa. Se non facciamo contro informazione il tentativo di questi è di tenerci imprigionati per le loro ambizioni ed interessi.
Nessuno a smentito quei dati quindi o pubblicano documenti ufficiali che provano il contrario o sono reali.
Oggi comunque è venuto a galla un’altra illusione che viene perpetrata a danno di noi italiani, soprattutto delle piccole e medie imprese.
Invito tutti a leggere l’articolo in prima pagina sul Corriere della Sera a firma Dario Di Vico. Si ricostruisce in modo evidente l’imbroglio delle risorse promesse. Per 15 mila euro occorrono 19 documenti. Ma non vi fa incazzare questa gigantesca presa in giro?
Se il giornale che ha sempre coperto le iniziative del Premier decide in prima pagina di pubblicare una vera bomba che evidenzia una vera ed evidente turlupinatura, forse una ragione esisterà. Ricordo che ben prima di altri Conftrasporto aveva chiesto si utilizzasse il sistema tedesco. Soldi accreditati alle imprese (è ancora presente il messaggio video sul nostro sito). L’ex presidente BCE Mario Draghi aveva ipotizzato la medesima soluzione integrandola con la garanzia da parte dello Stato per non mettere a rischio il sistema bancario. La stessa richiesta è stata rilanciata da Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio. Oggi abbiamo pubblicato un altro video, a fianco di quello attuale, che illustra la manovra/regalo dell’illustre Premier.
Intanto passa sotto silenzio quanto lo Stato incassi sulla parte fiscale dei prodotti petroliferi. I gestori non riescono a sopravvivere, ma anche le imprese di autotrasporto che soffrono continuano a sostenere costi elevati rispetto al dovuto. Visto che le risorse sono aleatorie ma non lo sono di certo gli introiti per la parte fiscale, pur se ridotti, perché il Governo non “gira le riduzioni a favore dei consumatori rinunciando alla parte fiscale? Ma forse non lo fa perché costerebbe di più delle tanto annunciate, ma difficili ad ottenersi, garanzie che poi la burocrazia rallenta.
Sulla fase due si stanno scatenando tutti i mezzi di informazione che non fanno altro che incrementare la confusione nella gente. Un gruppo di ristoratori hanno annunciato una manifestazione che partirà il 28 aprile e che vedrà i ristoranti aprire le saracinesche dimostrando, pur senza fornire i servizi, la loro volontà di ritornare alla loro attività. Un segnale preciso che potrebbe essere raccolto da altre categorie per dire a questa banda di incapaci che hanno delegato i loro poteri a virologi, esperti e sciamani di turno che non se ne può più.
Un esperto di questioni politiche come l’ex presidente della Camera PierFerdinando Casini in una recente intervista ha avanzato una previsione piuttosto fosca per il Governo. “Se non se ne va da solo ci saranno i forconi a cacciarli dal palazzo”. Ma potrebbero non essere solo i forconi. Oggi è uscito un comunicato da Trasporto unito che, senza prendersene la responsabilità, forse anche perché la sua confederazione non glielo consentirà, ha annunciato che “a partire dalla prossima settimana e da Roma il Paese dovrà subire forti manifestazioni di dissenso da parte degli autotrasportatori.
Non so cosa succederà. La tensione e la delusione nella categoria è presente. Bloccare il Paese in questo momento rischia di essere negativo per le stesse imprese di autotrasporto. Denunciare oggi la carenza di liquidità, che Conftrasporto ha fatto da tempo, è forse un tentativo di far vedere che si esiste. Una cosa è certa. Il tema della liquidità riguarda tante imprese e certamente non è stato trattato in modo adeguato. Anzi, come si è detto prima la soluzione non è quella idonea ed il tentativo di far passare un prestito, oltre tutto oneroso, come una azione in aiuto alle imprese è un po’ da furbini. Vero ConTrosckiy?
Paolo Uggè