

25 aprile “Festa della Libertà”. Ma di quale libertà parliamo? “La Libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero; libertà è partecipazione”! Così cantava il grande Giorgio Gaber.
Ma oggi esiste la partecipazione? Quanti italiani hanno partecipato alla scelta dei signori Colao e Conte? Io credo che se fosse data loro la libertà di scelta in pochi li indicherebbero. In primis coloro che hanno già compiuto i sessant’anni; poi tutti quei giovani e anziani che vorrebbero riprendere a frequentare centri sportivi e palestre, pur nel rispetto delle precauzioni. (Ma se lo sport è benessere per l’uomo questi due geni ne tengono bloccate le attività?) Infine quegli imprenditori che credevano di trarre vantaggi ed invece sono rimasti a bocca asciutta e quei politici che immaginavano carriere splendide. Al momento opportuno riceveranno, credo, tanti calci nel sedere.
Oggi si ricorda la Libertà di un popolo dal dominio del nazismo che, grazie anche agli interventi degli alleati, riuscirono a liberare l’Italia dal dominio straniero e dai suoi scudieri. Nessuno può pensare di mettere in dubbio i valori che portarono ad ottenere la Libertà rappresentativa. Chi lo fa si pone fuori dalla società civile.
Ai giorni nostri dopo due mesi di imposizioni, decise da persone che non hanno mai ricevuto alcun mandato da parte del popolo, si dovrebbe impedire ai detentori del potere di utilizzare la parola Libertà. Non sanno proprio cosa voglia significare. Oggi infatti è in atto un'altra profezia del grande interprete dei sentimenti degli italiani (sempre Gaber) che sin dal 1997 scrisse e cantò “La presa del potere”. Chi volesse ascoltarla troverà similitudini alla situazione odierna che è profetica. Già allora prefigurava la presa del potere dei tecnocrati italiani (bellissimi ed Hitleriani). Non è forse il rischio che corriamo oggi?
Oggi chi decide se l’Ro che oscilla tra lo 0,2 e lo 0,7 (l’indice di contagio) è sufficiente a restituire, pur con le dovute precauzioni, le Libertà agli italiani, è la corporazione dei virologi (sempre in disaccordo tra di loro) e pseudo esperti che il supremo decisore (chi governa il Paese) si è scelto, per scaricarsi dalle responsabilità. Dovere di un leader, ricordava ieri l’Arcivescovo Fisichella, è quello di scegliere. Voglio far notare che nelle scorse settimane sempre gli esperti vaticinavano che con il valore Ro pari a 0,5 il rischio del contagio era sotto controllo. Oggi sostengono che il valore debba essere zero! Ed il premier? Tace!
Questi “signori”, con il silenzio assordante e colpevole delle Autorità religiose (ma Qualcuno ne terrà conto nel giorno del Giudizio), hanno anche abolito la libertà di assistere alle funzioni religiose. Neppure in tempo di guerra e in assenza della libertà, era negata! I missionari si fanno uccidere per testimoniare i valori del cristianesimo e questi papaveri rossi si fanno imporre la chiusura delle Chiese, addirittura si fanno anche denunicare, senza dire beh?
La dittatura della tecnocrazia sta occupando tutti gli spazi restringendo le libertà costituzionali individuali. Ciò che preoccupa è che questo avviene senza una presa di coscienza del popolo e soprattutto delle Sue rappresentanze. Non si rendono conto quelli che dissertano sulla necessità dei corpi intermedi che le prime vittime saranno proprio loro, se continueranno a tacere. In particolare quelli che per un tozzo di pane (da leggersi apertura di qualche attività) si comportano come il cane che lecca la mano al padrone.
Oggi dunque festeggiamo il valore della Libertà, prevista dalla Costituzione, svilita da questi che stanno occupandosi di noi, anche se pochi di noi lo vogliono. Vi sembra possibile che personaggi, noti solo al mondo dello spettacolo, se così si può chiamare, e ribadisco mai votati, decidano sulle nostre libertà e siano i gestori della comunicazione, funzione essenziale di un Paese libero?
E’ giunto il momento di preoccuparci. Se la libertà è partecipazione, e non esiste dubbio alcuno, diviene necessario nelle scelte da compiere il coinvolgimento di chi ha la conoscenza dei processi produttivi dei rapporti sociali ed è investito della rappresentanza attraverso i processi della democrazia partecipata. Se i corpi intermedi non prendono le opportune iniziative il risultato è scontato. Si festeggerà in futuro non la libertà di un popolo ma la libertà che decideranno i gestori del potere.
Buona festa della Libertà a tutti!
Paolo Uggè