

Come annunciato ieri sera gli italiani hanno potuto apprendere dalla viva voce del presidente del Consiglio i contenuti dell’ultimo, in ordine di tempo, DPCM che proroga dal 4 maggio le norme di contenimento legate all’evoluzione del virus, fino al 17 maggio. Si poteva fare meglio!
Alcune attività sono state autorizzate a riprendere l’operatività, pur con le dovute precauzioni. Dalla lettura dei quotidiani e dai primi giudizi espressi sia dal mondo delle imprese che da quello dei servizi non pare che le nuove normative abbiano incontrato ampi consensi. Anche lo stesso Episcopato è intervenuto sui divieti, prorogati, di celebrare le funzioni religiose.
Le imprese di trasporto con la riapertura delle attività potranno riprendere le loro attività, anche se molte sono ancora le attese. In particolare il tema della liquidità è sempre prioritario, come ha ricordato Carlo Sangalli presidente di Confcommercio, rimarcando anche la necessità della riapertura.
Non possiamo che condividere questa netta posizione. Le imprese ma anche la gente ormai è giunta allo stremo. Il quoziente Ro è inferiore al livello 1, i decessi decrescono ed i ricoverati anche. Che sia una situazione normale se non pericolosa per le libertà individuali lo sostiene anche Michelle Bachelet (alto Commissario ONU per i diritti umani) che evidenza come “occorra evitare a lungo misure eccezionali al fine di evitare una catastrofe per i diritti umani. I Governi, sostiene la Bachelet non dovrebbero usare i poteri di emergenza come un’arma per mettere a tacere e controllare la popolazione”.
Ora nessuno pensa che debbano ridursi le precauzioni che debbono essere mantenute ma in modo che non si impedisca alle imprese di intraprendere.
Vi sono poi alcune evidenti incongruenze riprese anche da alcuni giornali che fanno ridere e dovrebbero far pensare. Se posso circolare da Piacenza a Bologna (medesima regione) perché non posso farlo da Lodi a Piacenza presenti in due regioni ma località più vicine? O se posso recarmi da Milano dalla nonna che abita a Bormio, perché non posso recarmi con un’amica da Pavia a Milano? Se posso stare a due metri sul luogo di lavoro perché non su una spiaggia? E poi due legati da “affetti stabili”, anche se appartenenti allo stesso sesso possono essere considerati “congiunti”? Domande semplici ma che dimostrano come lavorano gli esperti che il premier si è messo intorno e che la gente nota.
Restano poi irrisolte le diverse tematiche del mondo dei trasporti relativi ad aspetti considerati, a torto dalla committenza, dei tabù. I costi indicativi della sicurezza ed i tempi di pagamento. Mi limito a citare questi ma non dimentico certamente altri dei quali più volte ho già parlato. Ritengo sia doveroso anche riconoscere il lavoro che la Ministra Paola de Micheli sta portando avanti sui nostri temi che divengono sempre più impattanti, anche perché sui tempi di pagamento le comunicazioni dei committenti di non poter pagare i corrispettivi dei trasporti proseguono e taluni anche in modo strumentale e vergognoso.
I nostri rappresentanti, più vicini ai Ministeri Russo e Manfron lavorano alacremente con i loro collaboratori e, se dei risultati sono pervenuti un grazie lo si deve anche a loro come a tutti i segretari e rappresentanti territoriali che con il continuo interfacciarsi tramite WhatsApp si sono confrontati su reciproche esperienze e suggerimenti, risultati utili a tutti. Insomma la collaborazione è forte, come il senso di appartenenza. E’ solo con battaglie comuni che si possono ottenere risultati, anche se spesso le aspettative non sempre sono raggiunte tutte e se talvolta vi può in qualche modo essere chi si sente poco ascoltato. Non è così! Noi siamo quelli che siamo grazie a chi lavora con noi ed ai trasportatori che restano sempre i veri proprietari della federazione.
Paolo Uggè