

Pieno sostegno della categoria alla linea di Lunardi Sono pretestuose le affermazioni del ministro Gayssot, che si nasconde dietro il bisogno di sicurezza per protrarre la riapertura del tunnel del monte Bianco e tenta di addossare al ministro Lunardi al quale confermo il pieno apprezzamento della categoria sulle posizioni fin ora espresse – responsabilità frutto solo della necessità del Governo francese di non dispiacere gli ambientalisti prima delle elezioni: questo il commento di Paolo Uggè, segretario generale di Conftrasporto all’intervista rilasciata a La Stampa dal Ministro dei Trasporti francese. La sicurezza, e il signor Gayssot dovrebbe ben saperlo continua Uggè – non procede a tappe e soprattutto non aumenta giorno dopo giorno. O esiste o non esiste! Dalle dichiarazioni, apparse oggi sulla stampa, sembrerebbe che il ministro francese non abbia neppure letto le osservazioni del Comitato per la Sicurezza che, il 24 e il 25 marzo, al termine di una accurata ispezione, ha concluso che non sussistono ragioni per impedire a qualsiasi veicolo di poter transitare nel tunnel. Le ridicole scusanti addotte dal responsabile dei trasporti del governo transalpino nascondono, dunque, qualche altro obiettivo. Non è possibile non rendersi conto, infatti, che con il mantenimento dei divieti si finisce per penalizzare proprio quel traforo che, per definizione dello stesso Gayssot, risulta essere il più sicuro delle Alpi. Se applicassimo il metro Gayssot a tutti gli altri trafori avremmo il traffico europeo paralizzato, visto che il tunnel più sicuro risulta, per assurdo, essere il più ostacolato. Conftrasporto sottolinea il segretario generale Uggè – ne chiede la riapertura in senso bidirezionale da subito, per i veicoli isolati aventi una portata non superiore alle 24 tonnellate ed entro il 29 aprile a tutti gli altri veicoli. Anche la poco edificante proposta di autorizzare solo il passaggio di coloro che operano entro i 100 km di distanza dal traforo e solo con mezzi inferiori alle 24 tonnellate è un tentativo puramente demagogico-populista, che non risponde certo neppure ai bisogni ambientali tanto conclamati. E continua: Se le merci sono trasportate con autocarri, piuttosto che con autotreni o autoarticolati le emissioni sono sempre identiche; anzi poiché il numero dei passaggi dovrebbe raddoppiarsi si determinerebbe solo un peggioramento dell’impatto ambientale, con buona pace degli ambientalisti che fino ad oggi hanno sostenuto il ministro francese in nome delle esigenze ecologiche. Ma forse al ministro francese interessa più suscitare nuove speranze, che sempre pagano in campagna elettorale, e far balenare la possibilità di nuove opportunità di occupazione agli elettori dell’Alta Savoia, piuttosto che occuparsi seriamente di mobilità e ambiente. Così operando conclude – si finisce con il creare illusioni e di prendere in giro tante persone che in buona fede e scarsamente informate credono alle ridicole affermazioni, come quella che gli automobilisti italiani si fermerebbero sotto al tunnel a far fare la pipì ai bambini, rilasciate da un ministro che per ora si è distinto solo per creare ostacoli alla mobilità europea e nella penalizzazione dell’economia italiana.