

La necessità di introdurre il principio della corresponsabilità nei rapporti tra committenti e autotrasportatori senza ombra di dubbio, è stato sollevato nel nostro Paese dalla Conftrasporto. Ancora ricordiamo le espressioni di scetticismo con il quale esponenti del mondo imprenditoriale, soprattutto committenti, commentavano la proposta. A distanza di anni il principio però sta sempre più trovando condivisione nelle legislazioni dei paesi europei e addirittura nel libro bianco dei trasporti della stessa unione europea. La stessa Iru l’organizzazione mondiale dei trasporti, nelle raccomandazioni per una politica dei trasporti sostenibile richiama la necessità che tutte le federazioni aderenti, quest’anno, si facciano portatori del principio della corresponsabilità tra committente e vettore, per una maggior sicurezza. Nella vicina Francia la norma della corresponsabilità è stata introdotta nell’anno 1999, per porre fine alle agitazioni, attraverso le quali i conducenti di veicoli pesanti avevano messo in ginocchio l’economia francese. Dopo l’entrata in vigore della patente a punti, che introduceva penalizzazioni pesanti e non sostenibili i conducenti erano costretti, pena la perdita del contratto,a derogare dalle normative sui tempi di guida e di riposo; sulle velocità; sul sovraccarico e in genere sulla circolazione per rispettare le condizioni di resa, imposte loro dai caricatori. Quasi nello stesso periodo anche il Belgio estendeva ai proprietari delle merci; agli spedizionieri; agli intermediari e ai caricatori, lo stesso principio Lo spirito era sempre quello di richiamare al comune senso di responsabilità tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni di trasporto, onde suscitare comportamenti responsabili. Nell’agosto 2001,infine, la Germania, allo scopo di intervenire per reprimere quei comportamenti dei conducenti, collegati a fenomeni di abusivismo, dava attuazione alla corresponsabilità, riconoscendone così l’indubbia utilità, per tentare di favorire il rafforzamento delle normative di sicurezza sulle strade. In Italia nulla di tutto questo è avvenuto e il dibattito, per la verità molto timido, non sembra ancora far registrare quella necessaria consapevolezza su un tema, che vede l’opinione pubblica particolarmente sensibile.Per la verità già nel 1994 l’ onorevole Paolo Oberti, imprenditore dell’autotrasporto, presentò una proposta di legge contenente tale principio; nella successiva legislatura, la proposta venne riformulata dal deputato Paolo Mammola, attuale sottosegretario ai trasporti, con il medesimo risultato: nessun passo in avanti. Il tema della corresponsabilità sembra venire ora inserito nel confronto tra il Governo e le associazioni dell’autotrasporto, su esplicita richiesta di una parte di queste. Riteniamo tale aspetto, se si vuole affrontare la questione del superamento, anche se graduale, del sistema tariffario e se si intende incidere concretamente per ridurre il numero dei decessi sulle nostre strade, essenziale. Ci permettiamo segnalarne la validità anche alla pubblica opinione, innegabilmente preoccupata sul tema della sicurezza, che non sembra essere così in linea con l’obiettivo di diminuzione del numero degli incidenti sulle strade, fissato dall’unione europea. Esiste in noi la convinzione, anche se siamo assertori dei sani principi regolatori dell’economia, che la vita di un solo essere umano meriti qualsiasi sacrificio. Nella fattispecie ci limitiamo a richiedere solo che tutti facciano la propria parte e partecipino affinché il rispetto delle leggi sia assicurato. Non crediamo di chiedere troppo.