

Contravvenendo alle intese sottoscritte con l’unione europea il Governo elvetico ha deciso di introdurre una nuova forma di penalizzazione nei confronti degli operatori europei del trasporto gommato che devono attraversare il proprio territorio. La metodologia, più odiosa di così non si poteva trovare, è stata chiamata dosaggio a contagocce e introdotta, così asserisce un comunicato stampa diffuso, in concomitanza della riapertura nei due sensi del traforo del Gottardo, per evitare la penalizzazione della Svizzera meridionale, ossia del Canton Ticino e della Mesolcina e per mantenere lo standard di sicurezza attuale. La decisione prevede solo che gli automezzi autorizzati con una lettera S possano passare assegnando di fatto la precedenza sugli altri veicoli. Il sistema non è altro che lo strumento per consentire ai traffici interni di poter viaggiare in un regime controllato e consentire agli automezzi elvetici di transitare liberamente, a scapito dei trasportatori esteri. Per meglio favorire l’attuazione del sistema la gestione delle autorizzazioni è stata affidata alla associazione degli autotrasportatori svizzeri. Ciò che avviene ha dell’incredibile. A discrezione dell’organismo di controllo, quando cioè il numero degli automezzi che transitano per il traforo del Gottardo ha raggiunto il limite da loro ritenuto congruo, scatta improvvisamente il divieto e gli automezzi vengono bloccati, naturalmente tranne quelli svizzeri in possesso dell’autorizzazione. E’ così i conducenti si possono anche ritrovare ai bordi di un strada senza avere il benché minimo luogo dignitoso ove riposare. Non c’è che dire un chiaro esempio di attenzione all’uomo e di applicazione del principio fondamentale, sul quale si reggono tutti i trattati sottoscritti anche dalla stessa Svizzera, che assicura la libera circolazione delle persone e delle merci. Ovviamente il Governo Elvetico ritiene di non aver violato l’accordo sottoscritto con la U.E che prevede l’istituzione di una tassa, piuttosto onerosa, legata al peso e alla lunghezza del percorso effettuato. Ricordiamo che lo scopo è stato solo quello di trovare le fonti di finanziamento, per la realizzazione di nuove infrastrutture ferroviarie, nelle imprese di autotrasporto, senza preoccuparsi dei problemi che, per effetto dell’immissione di mezzi pesanti, si potrebbero determinare in tema di sicurezza. La più evidente riprova la si può constatare dal diniego, sempre opposto, nel voler concedere un corridoio notturno, che facendo defluire il traffico pesante, evitasse che, in alcune ore del giorno, si sovrapponesse il traffico pesante con quello leggero. Il tentativo appare evidente: infischiandosene degli accordi si mira a contenere il numero degli automezzi che transitano nel Paese, assicurandosi però l’introito delle risorse già previste, attraverso l’incremento delle tasse. Siamo a conoscenza che il Governo italiano è già intervenuto, a livello europeo, chiedendo un iniziativa urgente. Da parte nostra avanziamo un suggerimento, da attuarsi immediatamente: il ripristino del diritto fisso per l’ingresso in Italia dei trasportatori elvetici da mantenersi fintanto che il Governo svizzero non modifichi il proprio comportamento, per noi non nuovo, che ricorda quanto effettuato anni fa dall’Austria. Il risultato è stato il trasferimento di quote significative di traffico nei confronti degli autotrasportatori di quel Paese. Oggi si ripete sotto altre iniziative la medesima operazione che produrrà un ulteriore penalizzazione dell’economia italiana che, ricordiamolo, raggiunge con le proprie merci i mercati europei in gran parte attraverso la strada.