

Il settore deve recuperare competitivit? con incentivi alle autostrade del mare e al trasporto combinato. Intervista rilasciata al Sole 24 Ore del 14 giugno 03, dal Presidente FAI Fabrizio Palenzona
?L’accordo del 5 settembre tra associazioni dell’autotrasporto e Governo non va ridiscusso?.
Fabrizio Palenzona, presidente della FAI, l’associazione che raggruppa 26 mila imprese e che domani si appresta a celebrare il 40? anno di attivit?, difende il protocollo che il 5 settembre scorso, dopo mesi di trattative, ha scongiurato il fermo nazionale dei Tir.
E che ha individuato una soluzione alla difficile vertenza sulla restrituzione del bonus fiscale 1992-94 nella rateizzazione del rimborso in quattro anni, a partire dal prossimo febbraio. Soluzione che ha anche spianato la strada alla riconferma degli altri incentivi per il settore.
Dopo la soluzione al nodo delle quote latte, che ha rateizzato in 14 anni senza interessi le multe agli allevatori, alcune associazioni hanno chiesto di adottare una soluzione anaolga per il bonus dell’autotrasporto, sostenendo che quelle condizioni sarebbero migliori di quelle contenute nell’accordo di settembre. Lei che ne pensa?
La vicenda delle quote latte segna certamente un successo dell’Italia, ma ? di tutt’altra natura rispetto a quella che ha investito gli autotrasportatori con il bonus fiscale. Continuo a pensare che l’accordo di settembre sia valido, anche perch? non affronta solo il nodo del bonus, ma mette sul tavolo progetti di riforma cruciali per il settore e misure di sostegno per le imprese che consentono al settore di diventare davvero competitivo nel mercato europeo, anche in vista dell’allargamento a Est. Le condizioni della restituzione sarebbero state insostenibili senza questa politica complessiva a sostegno della competitivit? delle imprese.
Tra i punti critici delle riforme strutturali c’? quello della liberalizzazione delle tariffe tra committenti e autotrasportatori. Ma su questo, dopo anni di ragionamenti, continua ad esserci una forte resistenza da parte delle stesse associazioni di categoria.
Noi siamo dell’avviso che il settore debba andare verso il superamento dei prezzi fissati per legge. Ma questo non pu? e non deve essere fatto senza darsi delle regole. Sul piatto c’? il problema della sicurezza e l’autotrasporto ha una forte necessit? di fissare dei criteri che preservino i lavoratori dagli incidenti stradali. Il ragionamento deve quindi essere incentrato su questo punto ed ? per questo che riteniamo opportuno concertare con il Governo soluzioni che vadano in quella direzione. C’? poi la questione delle controversie ancora pendenti: io sono contrario alla cancellazione del progresso. Non sarebbe n? giusto, n? corretto.
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La UE ha spesso puntato il dito contro la polverizzazione delle imprese di autotrasporto e recentemente anche il Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, ha lanciato l’allarme sulla frammentazione delle aziende italiane. I tentativi di incentivare le aggregazioni sono stati fatti, ma con esiti pressoch? fallimentari. Quali strumenti possono essere messi in campo?
La verit? ? che con quei tentativi non si ? andati fino in fondo. La strada oggi sono gli incentivi al combinato su ferro, alle autostrade del mare, allo sviluppo della logistica, all’abbattimento delle spese per la rottura di carico. Solo con questi interventi, che comunque richiederanno tempo per le dotazioni infrastrutturali, si riuscir? oltre che a spostare le merci dalla strada ad altri modi di trasporto, anche a favorire le aggregazioni tra imprese. E lo strumento di coordinamento ? stato individuato nella Consulta per l’autotrasporto e la logistica, segnale di un’attenzione nei confronti del settore. Ora per?, dopo le dichiarazioni di intenti, attendiamo i fatti.
La politica UE non consente pi? incentivi a pioggia per le imprese. La vicenda del bonus in questo ? stata esemplare, il segnale di un cambio di rotta importante nelle politiche di sostegno al settore. Le iniezioni di finanziamenti pubblici diretti, insomma, appartengono al passato?
Assolutamente s?. Gli autotrasportatori non chiedono finanziamenti pubblici a pioggia, ma solo di poter esercitare la propria attivit? nelle regole di mercato e a pari condizioni dei partner europei. La situazione dei valichi alpini e il costo del gasolio rappresentano una penalizzazione insopportabile ed ? su questo che bisogna intervenire. Nel rispetto delle politiche europee e delle regole sugli aiuti di Stato.
Si dice che Basilea 2 potrebbe portare sofferenza alle piccole e medie imprese sul fronte del credito. Lei, che ? anche vicepresidente di Unicredit, quali pensa saranno gli effetti concreti?
La situazione per le piccole imprese ?, in effetti, di una certa sofferenza. Ma io credo che Basilea2 possa trasformarsi in un’opportunit? per le Pmi, mettendo in campo una serie di accorgimenti. Per esempio, dando il rating ai distretti e ai sistemi territoriali e ai sistemi territoriali anzich? alle singole imprese.
Il Sole 24 Ore – data 14 giugno 2003 – Flavia Landolfi
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Redattore: Centro Informazioni Conftrasporto