

L’autotrasporto sta sicuramente attraversando un periodo particolarmente difficile, ma chiamare i propri iscritti ad un fermo nazionale su questioni la cui soluzione o è già stata concordata , o è in via di discussione con il Governo, non è nella logica di chi vuole realmente tutelare gli interessi della categoria. E’ incomprensibile infatti, fermarsi per chiedere la responsabilità dei committenti quando è stato firmato a Palazzo Chigi un’intesa ,che si inserisce nel quadro del riassetto normativo del settore, che pone come base centrale di tutta la riforma la responsabilità non solo dei committenti ma anche dei proprietari delle merci. Non può essere logico fermarsi per chiedere la patente professionale quando tutti sanno che il Parlamento è stato impegnato a promuovere l’introduzione di una patente con un punteggio differenziato per i conducenti professionali e quando la stessa organizzazione che ha proclamato il fermo, ha di recente espresso il proprio apprezzamento per questo risultato. Relativamente alla questione bonus, è singolare che si protesti oggi, quando è stato sottoscritto un accordo con il Governo che prevede la restituzione del bonus subordinatamente al riconoscimento del danno economico che le imprese italiane subiscono dall’attraversamento dei valichi. Ci pare ancora una volta che questo non è nella direzione che risolve le questioni vere dell’autotrasporto. Il C.UN.A. è cosciente che i problemi da risolvere sono tanti, e ha già ufficialmente comunicato alla Presidenza del Consiglio che romperà tutti gli accordi se non saranno in maniera tempestiva risolte le questioni del decreto per il recupero delle accise e ripristinati i fondi per il rimborso dei pedaggi autostradali, ma non può condividere in questo momento, un’azione che richiederebbe un grosso sacrificio alle aziende dell’autotrasporto senza portare le soluzioni necessarie alle nostre aziende. Questo non significa che il C.UN.A. rinuncia ad esercitare le forme anche più estreme di autotutela, ma dobbiamo necessariamente riaprire il confronto con il Governo su questioni come la concreta realizzazione dell’attribuzione della responsabilità a quei committenti che non ci consentono di lavorare nel rispetto della sicurezza e chiedere l’attuazione di una forte politica dei controlli che permetta alle aziende che rispettano le norme di non subire la concorrenza sleale di chi invece sistematicamente viola la legge precludendo così al settore la possibilità di raggiungere i giusti parametri di redditività. CUNA: FAI CONFARTIGIANATO TRASPORTI UNITAI FIAP SNA CASARTIGIANI CONFCOOPERATIVE