

Il commento del Segretario generale di Conftrasporto Paolo Ugg? sul contenuto del verbale di accordo con il Governo
E’ stato sottoscritto anche da Conftrasporto, a nome delle federazioni aderenti, il verbale di riunione redatto al termine della trattativa di Palazzo Chigi che riporta le proposte del Governo in tema di autotrasporto.
Con la firma dell’intesa anche le azioni di fermo che erano state programmate sono state sospese e rinviate.
Inizia ora una fase di verifica e controllo costante di quelli che sono i contenuti e gli impegni assunti. Primo banco di prova sar? la finanziaria, che verr? predisposta dal Governo entro la fine del mese di settembre e che dovr? contenere le risorse idonee a dare attuazione alle norme concordate.
Non intendiamo certo sostenere che quanto convenuto sia il massimo delle aspettative dei nostri operatori; possiamo per? tranquillamente affermare che ? il miglior risultato possibile alla luce delle condizioni con le quali il settore si ? presentato alle trattative.
Questo ? certamente un aspetto non secondario e che ha prolungato e determinato difficolt? notevoli allo sviluppo delle trattative. La mancanza di compattezza tra le associazioni dell’autotrasporto ha favorito coloro che all’interno del Governo minimizzavano i rischi connessi all’insorgere di situazioni di difficolt? che l’inasprimento dei rapporti avrebbe sicuramente determinato. In una situazione che vedeva posizioni contrapposte anche la parte governativa, pi? disponibile alla ricerca di soluzioni in quanto giustamente preoccupata delle evoluzioni che si sarebbero potute determinare, veniva messa in difficolt?.
La trattativa si ? sviluppata, dunque, in un clima non certamente favorevole e solo la costanza e determinazione della Presidenza del Consiglio ha potuto portare ad un risultato che, considerate le condizioni in cui si ? formato, non pu? essere definito negativo.
Le richiesta degli autotrasportatori si fondavano su quattro punti ben precisi. Il rispetto dell’intesa del 6 novembre u.s.; la rinuncia ad una liberalizzazione senza regole nel mercato dell’autotrasporto; il riallineamento ai costi europei e il riconoscimento del danno determinatosi con le difficolt? per l’attraversamento delle Alpi; la ricerca di una soluzione che portasse alla restituzione del bonus fiscale senza danneggiare le imprese nazionali. Tutte le associazioni concordarono che se dopo le manifestazioni del ?tir day? le risposte del Governo non fossero state esaustive si sarebbe proceduto alla proclamazione del fermo nazionale di servizi.
A tale atteggiamento si sono attenute tutte le associazioni che avevano sottoscritto l’intesa, ad eccezione della Confartigianato che ha, contrariamente a quanto convenuto, ha scelto di non condividere la proclamazione del fermo. Tale atteggiamento oggettivamente ha prodotto proprio quell’indebolimento del fronte dell’autotrasporto, al quale prima si faceva cenno.
Le proposte avanzate dal Governo hanno fornito soluzioni a tutti i quattro punti sopraddetti, consentendo alle associazioni di valutare le offerte avanzate sufficienti a sospendere e a rinviare il fermo.
In particolare sulla:
a) Liberalizzazione del settore il Governo ha riconosciuto la necessit? di una liberalizzazione progressiva e controllata e sulle norme per l’accesso alla professione ha condiviso le proposte avanzate dagli autotrasportatori, prorogando al 30 giugno 2004 il sistema in atto che consente alle nuove imprese di poter accedere al mercato solo per acquisizione di impresa; sulla riforma del sistema tariffario invece sono stati definiti i punti sui quali si realizzer? la riforma. Questi sono: la corresponsabilit? del committente, per i casi soggettivi; la libera contrattazione delle parti; la forma del contratto che di regola sar? scritta; il rinvio agli usi e consuetudini ai quali il giudice far? riferimento per decidere l’equo compenso, dovuto al vettore in presenza di azioni legali, qualora il contratto non fosse redatto in forma scritta. Ultimo elemento: la clausola di decadenza per eliminare gli effetti dell’articolo 3 sui contratti scritti. Come si pu? constatare, il delicato tema del superamento del sistema tariffario, che entrer? in vigore solo dopo che il Parlamento avr? approvato il d.d.l. che sar? presentato in materia, non produce effetti immediati n?, tanto meno, come ha mal compreso qualcuno, modifica i termini di prescrizione. L’intesa prevede solo che, dopo l’entrata in vigore della legge, tutte le imprese potranno richiedere le eventuali differenze tariffarie maturate negli anni passati entro quattro mesi, trascorsi i quali la clausola di decadenza avr? effetto.
b)Sui costi europei gli interventi ipotizzati, e che troveranno il finanziamento nella prossima legge finanziaria, riguardano il costo del gasolio che si concretizzer? o attraverso la realizzazione del gasolio professionale o con il mantenimento della riduzione di 83 lire al litro,anche per l’anno futuro, attraverso forme compatibili con le disposizioni europee. Per l’anno in corso inoltre verr? riconosciuta, anche per il secondo semestre, la riduzione di lire 83 al litro e verr? previsto inoltre l’esenzione dell’imposizione fiscale dell’Irap, con effetto dall’inizio d’anno. Sempre in materia di Irap saranno altres? esonerate le somme devolute a titolo di indennit? di trasferta, oltre ad altri interventi riduttivi, da identificarsi, in materia di costo del lavoro. Le risorse per far fronte ai provvedimenti descritti, inserite nella legge finanziaria, saranno a disposizione comunque per l’autotrasporto. Sono state infine confermate le riduzioni gi? in vigore relative ai pedaggi autostradali, all’Inail, alle spese non documentabili, alle trasferte.
c)Sui danni derivanti dai costi aggiuntivi per i maggiori costi subiti per l’attraversamento delle Alpi, il Governo ha gi? avviato a livello europeo un’azione per ottenere il riconoscimento del danno all’economia nazionale, in modo tale da poter intervenire a copertura. Anche a tale riguardo, entro l’anno 2003, il Governo effettuer? appositi interventi, in linea con le disposizioni europee, che consentano di poter recuperare il danno subito dalle imprese. L’importanza di tale punto ? del tutto evidente e deve essere bene compresa ed illustrata alle imprese del settore. Abbiamo pi? volte evidenziato come non sia possibile ipotizzare ufficialmente forme di compensazione per la restituzione del bonus fiscale. Dalla commissione europea sono giunti segnali di attenzione per alcune notizie, riportate su organi di stampa, che lasciavano intuire una forma di compensazione per il bonus. E’ bene sottolineare che nell’intesa nessun collegamento tra iniziative a favore del settore e restituzione del bonus risulta; anche perch? ? assolutamente necessario che le suddette misure, a favore delle imprese di autotrasporto italiane, non vengano collegate con la restituzione del bonus. Va da s? che, non potendo gli operatori sostenere che il costo della suddetta restituzione possa aggiungersi a quello per l’attraversamento delle Alpi, la copertura dei costi maggiori sostenuti deve avviarsi prima della fase di avvio per la restituzione del bonus.
d)Sulla restituzione del bonus, dopo le notizie diffuse su numeri ipotetici, il Governo ha fornito, per iscritto, sia l’importo che le imprese dovranno corrispondere sia la data di inizio della restituzione (anno 2004). Anche su tale aspetto era indispensabile che le cifre fossero di emanazione governativa e inserite in un protocollo ufficiale, onde evitare che libere interpretazioni da parte di funzionari potessero determinare, a posteriori, sorprese per le imprese. Ricordiamo a tutti che le somme che dovranno essere restituite non sono detraibili come costo e quindi le cifre indicate dovranno essere maggiorate di circa il 45%, per stabilirne l’esatto ammontare. Anche su tale aspetto il Governo si ? im
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Redattore: Centro Informazioni Conftrasporto