

Nella giornata di ieri il Senato con voto di fiducia ha approvato il decreto con il quale si dettano le nuove normative relative agli interventi a favore delle imprese. Abbiamo sentito parlare, più volte delle misure economiche introdotte e tempestivamente avevamo provveduto ad avanzare le nostre proposte in modo particolare sulla esigenza di liquidità. Ormai è chiaro il Governo ha scelto la strada del prestito anziché dei contributi a fondo perduto. Ieri abbiamo con comunicato stampa reso esplicito il nostro disappunto che è ripreso sulla home page del sito e anche da alcuni quotidiani.
Ovviamente non possiamo dirci soddisfatti delle misure adottate. Concedere, seppur in modo agevolato. I prestiti e lo spostamento dei versamenti per contributi e imposte non sono le soluzioni che risolvono i problemi della gente. Inoltre neppure è prevista con certezza una velocizzazione dei tempi necessari per ottenere gli interventi previsti. Un bel pasticcio che non ha tenuto minimamente in conto quanto in altri Paesi europei è stato fatto.
Ora, ma il trasporto che serve all’economia del Paese non verrà bloccato, ci troveremo almeno fino a dopo il primo maggio con le misure sostanzialmente in essere. Come già comunicato e concordato con la Ministro De Micheli nelle prossime settimane dovrebbe essere inserito nel decreto di Aprile la norma sui tempi dei pagamenti. Non abbiamo avuto risposta, ma qui sappiamo chi ha remato contro, sui tempi di lavoro che si potevano trasformare in migliorie sia per i conducenti che per l’organizzazione aziendale. I sindacati senza cercare una possibile soluzione che evitasse danneggiamenti ai lavoratori, hanno pressato il Governo che ha scelto di non concedere questa misura, come invece realizzato in altri Paesi. Le ideologie sono sempre dannose.
Stiamo lavorando e qui dobbiamo riconoscere invece che il Ministro ha favorito tale procedura per ottenere che i ristorni sui pedaggi autostradali relativi al 2019 vengano accreditati prima dell’estate. Chiederemo nel momento che saranno in condizione di accelerare al massimo le procedure per dare il prima possibili quello che spetta ad ognuno.
Ovviamente continueremo il nostro lavoro anche in questi giorni, così come molti di voi opereranno al fine di non far mancare i rifornimenti necessari. Certo che meritavamo una considerazione maggiore. Abbiamo provato, e continueremo a farlo, a far comprendere come se l’autotrasporto dovesse sospendere le attività il Paese piomberebbe nel caos totale. Alcuni lo avevano anche chiesto ma la gran parte degli operatori, con senso di grande responsabilità, ha sostenuto che si doveva dare un esempio a certi pagliacci travestiti da imprenditori, che si sono impegnati solo a cercare il loro tornaconto sulle nostre spalle. Una scelta che non tutti coloro che nei convegni amano definirsi difensori della sicurezza e della imprenditoria hanno fatto. Alcuni lo hanno dimostrato e gli siamo in modo totale riconoscenti come loro lo sono nei nostri confronti. Se le loro imprese non chiudono lo devono all’autotrasporto. Ci piacerebbe che il Ministro facesse un appello a quelli che pensano al loro tornaconto e non comprendono che siamo tutti parte della stessa realtà.
In questi momenti, non possiamo dimenticare coloro che abbiamo perso, noi uno dei nostri riferimenti storici, l’amico Duilio Balducchi, diviene difficile formulare gli auguri per una serena Pasqua. Ma io desidero farli lo stesso perché la speranza entra nei nostri cuori cambia il nostro modo di essere e ci consente di affrontare con maggior determinazione le difficoltà. Lo dobbiamo innanzitutto ai nostri cari ma anche a noi stessi. Questa tragedia, gestita da incapaci, ha creato tanti problemi e alla ripresa dovremo impegnarci il doppio per risalire una china difficile. Ma sono convinto che ce la potremo fare se saremo capaci di essere una cosa sola e convinti di fare squadra. Ce la faremo. La Fai quella che fa’ sarà come sempre con voi per cercare di rendere meno pesanti i momenti difficili. Dobbiamo solo essere convinti che insieme riusciremo.
Paolo Uggè